L’UNIONE EUROPEA ADOTTA UNA NUOVA LEGGE PER MIGLIORARE LA PROTEZIONE DELLE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA

10 Set

Il 18 maggio 2011, la Commissione europea ha proposto un pacchetto di misure volte ad assicurare un livello minimo di diritti, sostegno e protezione alle vittime in tutta l’UE, indipendentemente dal luogo di provenienza o di residenza, di cui faceva parte una proposta di regolamento sul riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile. Questo regolamento garantirà che le vittime di violenze (come la violenza domestica), pur viaggiando o trasferendosi in un altro paese dell’UE, possano continuare ad avvalersi degli ordini di protezione o di restrizione emessi contro gli autori di tali violenze, e integrerà l’ordine di protezione europeo adottato il 13 dicembre 2011 in materia penale.

La seconda proposta, quella di una direttiva sui diritti delle vittime, è stata adottata il 4 ottobre 2012 dal Consiglio dei ministri dopo essere stata approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo il 12 settembre 2012. La direttiva sancisce diritti minimi per le vittime ovunque esse si trovino nell’UE garantendo che:

  • le vittime siano trattate in modo rispettoso, e polizia, procuratori e magistrati ricevano la necessaria formazione per potersene occupare;
  • le vittime siano informate dei loro diritti e delle cause che li riguardano in un modo a loro comprensibile;
  • sia garantito in ciascuno Stato membro il sostegno alle vittime;
  • le vittime possano prendere parte al procedimento se lo desiderano e siano aiutate ad assistere al processo;
  • le vittime vulnerabili come minori, vittime di stupro o persone disabili – siano identificate e siano adeguatamente tutelate;
  • le vittime siano protette durante la fase delle indagini e quella del procedimento penale.

Gli Stati membri hanno ora tre anni di tempo per recepire le disposizioni della direttiva nei rispettivi diritti nazionali. Ogni anno nell’UE fino al 15% della popolazione può essere vittima di un reato, un rischio che rimane invariato, che ci si trovi nel proprio paese o ci si sposti per viaggiare all’estero. Con circa 1,25 miliardi di viaggi compiuti all’anno per turismo nell’Unione dagli europei, è inevitabile che alcuni di essi possano essere vittime di un reato in un altro paese. Le norme minime in favore delle vittime sono parte integrante del più ampio obiettivo dell’Unione di costruire uno spazio europeo di giustizia che consenta ai cittadini, ovunque essi si trovino, di poter contare su diritti fondamentali garantiti in modo uniforme e di avere fiducia nel sistema giudiziario. Le vittime di violenza, in particolare della violenza domestica, potranno presto contare su una protezione valida in tutta l’Unione europea a seguito dell’adozione odierna di una proposta della Commissione europea da parte dei ministri della Giustizia degli Stati membri dell’UE. Il nuovo regolamento sull’ordine di protezione a livello dell’Unione europea consentirà a coloro che hanno subito atti di violenza di far valere, ovunque si trovino nell’UE, il provvedimento restrittivo ottenuto nel paese d’origine. In pratica ciò significa che i provvedimenti restrittivi emessi in un paese dell’UE dovranno essere riconosciuti in tutta l’Unione: la protezione seguirà così la persona nei suoi spostamenti. A beneficiare di questa legge dell’Unione saranno in particolare le donne: secondo i sondaggi, in Europa circa una su cinque ha subito violenza fisica almeno una volta nella vita. Il regolamento in oggetto verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  e si applicherà a decorrere dall’11 gennaio 2015. La Danimarca non vi partecipa.

 

Per maggiori informazioni:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/victims/index_en.htm

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INCENTIVARE E PROMUOVERE LA REALIZZAZIONE DI PARCHEGGI PER DONNE IN GRAVIDANZA E NEO MAMME

2 Apr

 Prosa“I parcheggi cosidetti “rosa”, riservati alle donne in gravidanza e alle neo-mamme, rappresentano un servizio importantissimo all’interno di ogni centro urbano, soprattutto dove il traffico è particolarmente intenso ed è particolarmente difficoltoso parcheggiare e riuscire a trovare parcheggio, è una vera e propria “caccia al tesoro” e per le donne in gravidanza rappresenta un grave disagio e una vera e propria limitazione della libertà personale- dichiara Marina Buffoni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Conegliano- I parcheggi rosa, oltre a rappresentare un importante gesto di civiltà, consentirebbero alle neo mamme di avere una maggiore autonomia e libertà negli spostamenti e nello svolgimento della loro attività lavorativa, tutelando, al contempo, la loro salute e quella del nascituro”. L’esponente politico ha infatti presentato un’interpellanza all’amministrazione comunale per sapere se e e quali iniziative intende mettere in atto per realizzare la creazione di parcheggi cosiddetti rosa all’interno del Comune di Conegliano assicurando una loro precisa regolamentazione al fine di tutelare la libertà delle neo-mamme e delle donne in gravidanza, la loro salute e quella del nascituro.  

NESSUNA TRANSAZIONE IN CORSO PER L’ABUSO SULLA 13ENNE

7 Mar

images“E’ notizia corrente il caso di pedofilia nei confronti di una bambina di 13 anni che sta sconvolgendo gli animi della marca trevigiana. Ciò che si aggiunge all’orrore- dichiara l’Avv. Luisella Ongaro, Presidente dell’associazione LiberamenteDonna- è il rincorrersi di notizie false ed in danno alla famiglia della minore. L’associazione LiberamenteDonna è stata contattata dai parenti della vittima affinché siano rispettati i tempi di giustizia e sia dato modo al magistrato incaricato di esercitare la sua funzione investigativa”. “Mi sto impegnando- sottolinea Marina Buffoni, consigliere comunale di Conegliano e fondatrice della medesima associazione che è impegnata contro la violenza sulle donne- affinchè non si ripetano eventuali tentativi di speculazione sulla vicenda che è gravissima e per ciò non ha bisogno di essere ulteriormente appesantita, chiedendo collaborazione anche all’Avv.Broli della controparte affinché sia preservato il flebile equilibrio che si vuole mantenere all’interno del nucleo familiare”.L’associazione fa presente che non c’è in corso nessuna presunta trattativa bonaria, poiché non c’è alcun importo che possa fermare le indagini in corso. Auspichiamo dunque che la deplorevole vicenda venga ricondotta nel suo alveo, in attesa di un rinvio a giudizio. “Non intenderemo abbassare la guardia- conclude Buffoni- per le violenze perpetrate sulle donne in questo instabile Paese, tanto meno verso le  minori”.

PUNIZIONI ESEMPLARI E NO SCONTI DI PENA A CHI SI MACCHIA DI ATTI DI VIOLENZA

5 Mar

pedofilia02g1 marzo 2013- “In Italia la violenza sessuale è punita dall’articolo 609-bis e seguenti del codice penale e ci auguriamo che il pm De Bortoli vada avanti affinchè sia applicata la massima pena di 12 anni di reclusione al 30enne coneglianese accusato di violenza sessuale su una 13enne- dichiara Marina Buffoni, consigliere comunale di Conegliano e attivista contro la violenza sulle donne- Chiederò alle associazioni che si occupano delle donne vittime di violenza di costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico del professionista che ha approffittato della buona fede e dell’innocenza di una ragazzina di appena 13 anni. Sono vicina alla vittima ed alla famiglia che sta attraversando un incubo spaventoso ma, proprio affinchè non siano lasciati soli, mettiamo a disposizione i professionisti di LiberamenteDonna, associazione che ho fondato e che si occupa di vittime di violenza. Il 14 febbraio abbiamo organizzato una manifestazione presso il Tribunale di Treviso per sensibilizzare gli uomini a non commettere questi atti ignobili e oggi stesso chiederò all’amministrazione comunale con una interrogazione se e quali punti della mozione contro la violenza sulle donne, da ma presentata e votata all’unanimità dal precedente consiglio comunale, sono stati implementati e quali iniziative intende l’amministrazione porre in atto per realizzarli”.

Scarica qui l’Interpellanza presentata Violenza donne

Infibulazione: la Gran Bretagna dice si

25 Lug

In Italia, come in molti altri paesi europei l’infibulazione è un reato, purtroppo non in Gran Bretagna, dove i migranti decidono di portare le proprie figlie per far si che venga loro praticata la barbara mutilazione genitale.

La notizia ha certamente dell’incredibile, quando si parla di infibulazione si pensa ai paesi del terzo mondo, non certo ad un paese evoluto come la Gran Bretagna.

In realtà una spiegazione esiste: la ragione per cui il Regno Unito permette legalmente questa pratica è che ritiene debbano essere rispettate le tradizioni e le usanze di ogni etnia.

Noi abbiamo il dovere di dire NO, senza se e senza ma a questa atroce, barbara pratica in nome di una religione che vuole sottomettere la donna annullando qualsiasi forma di diritto all’emancipazione.

 

7 anni a Zuluaga, LiberamenteDonna aveva chiesto NO sconti di pena

29 Giu

SCEGLI DI DESTINARE IL 5×1000 CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

24 Mag

COME DESTINARE IL 5 X MILLE CON LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

AL MOMENTO DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI INSERIRE NEGLI APPOSITI QUADRI DEL MOD. 730/1 O DEL MOD. CUD O MOD. UNICO, IL CODICE SOTTO RIPORTATO ED APPORRE LA FIRMA DEL CONTRIBUENTE:

CODICE FISCALE di LiberamenteDonna ONLUS: 92212100280

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